Il Cuore si Scioglie


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Le Cene Galeotte

Carcere come luogo in cui incontrarsi, stare insieme e parlare di cultura, di una cultura legata alla riscoperta di antichi sapori dal gusto vagamente esotico e speziato.

Carcere come polo culturale della città e conseguente apertura della città al carcere e del carcere alla città.

Così è nata l'idea, poi tradotta in un apposito progetto, di avviare, all'interno della Fortezza, una stabile collaborazione con Slow Food, organizzando delle serate a tema ove gli ospiti della casa di reclusione preparavano le singole portate, utilizzando i prodotti portati da Slow Food, e illustravano agli invitati le ricette legate alle più antiche tradizioni regionali e dei paesi di provenienza dei cuochi.
La bellezza ed il fascino dell’iniziativa, già al termine della prima edizione, consentivano al metre delle serate di essere assunto come metre di un bellissimo ristorante della città e al progetto di suscitare l’interesse della Fondazione il “cuore si scioglie” dell’Unicoop Firenze, che, a partire dalla seconda edizione delle “Cene Galeotte”, entrava quale partner del progetto, sostenendone tutte le spese, fornendo le materie prime, rimborsando i costi di gestione e inviando uno chef di fama a coordinare in cucina gli chef detenuti. Il coordinamento enogastronomico delle serate veniva affidato al gourmet giornalista Leonardo Romanelli. Unitamente all’Unicoop Firenze nel progetto entrava anche la FISAR, offrendo i vini e la presenza dei suoi sommelier. Sono trascorsi otto anni dalla prima “Cena Galeotta” e gli obiettivi raggiunti sono stati assolutamente straordinari.
Oltre venti detenuti sono stati assunti da ristoranti del territorio, uno di loro dal negozio Coop di Volterra. Oltre 100.000 euro sono stati devoluti ai progetti di solidarietà sociale della fondazione il cuore si scioglie cui viene integralmente dedicato l’incasso delle serate, con i detenuti, che diventano gli attori di un progetto di solidarietà sociale dedicato ai bambini del sud del mondo.
Oltre 10.000 persone hanno varcato il portone della Fortezza per partecipare alle “Cene Galeotte” e uscendo si sono portate dietro una grande emozione e il desiderio di ritornare.