Carcere e territorio


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Il Comune di Volterra

La struttura penitenziaria di Volterra, anziché rappresentare un corpo estraneo per la città, fa parte integrante di essa, ormai da secoli. La forma stessa della possente Fortezza Medicea, posta a ridosso delle mura e dell’abitato più antico, ne è fedele testimonianza. Ma quello che più conta oggi è come la struttura “vive”. Nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere” organizzata annualmente da Radicali Italiani, la Senatrice Donatella Poretti ha affermato di recente che si tratta di “una delle poche realtà che nonostante la carenza di organico e la mancanza di fondi riesca a dare esecuzione al mandato costituzionale della pena che deve tendere alla rieducazione dei detenuti”. Questo è per la Città di Volterra un grande motivo di orgoglio. Ringrazio di ciò la direttrice Maria Grazia Giampiccolo, gli agenti, gli insegnanti e tutti coloro che a vario titolo operano nella struttura. La compagnia teatrale della Fortezza, che organizza spettacoli che vanno in tournee come lavoro per i detenuti e non come permesso premio, il progetto teatrale della Compagnia Alta Sicurezza, la scuola distaccata in carcere con sezioni di elementari, medie ed il validissimo corso di geometri dell’Itcg Niccolini per le superiori, le ‘Cene Galeotte’, che con chef e sommelier professionali e un centinaio di ospiti ricavano denaro per le adozioni a distanza, la sartoria che realizza manufatti per l’amministrazione penitenziaria e prodotti d’eccellenza, sono i fiori all’occhiello di questa realtà tutta volterrana. Nel film "Le ali della libertà" di Frank Darabont colpisce l’estrema veridicità delle parole “La paura ti rende prigioniero, la speranza può renderti libero”. A Volterra, nonostante tutte le difficoltà del caso, si costruisce ancora speranza.

Marco Buselli
Sindaco di Volterra